Guardando un grande edificio dall’esterno è difficile immaginare la quantità di impianti necessaria per farlo funzionare ogni giorno. Reti elettriche e dati, impianti idrici, riscaldamento e condizionamento, sistemi di sicurezza, ascensori, quadri...
Cavo magnetofonico e centrale antintrusione: come funziona la protezione perimetrale
Una recinzione metallica può diventare parte di un sistema capace di rilevare un tentativo di intrusione? Grazie a un cavo magnetofonico e a un’unità di analisi, le vibrazioni della rete possono essere trasformate in segnalazioni utili alla sicurezza dell’area.
È il principio dei sistemi antintrusione perimetrali con cavo magnetofonico, impiegati per proteggere infrastrutture, siti industriali e grandi impianti fotovoltaici. La tecnologia non si esaurisce nel sensore: il risultato dipende dall’integrazione tra rilevazione, analisi del segnale e gestione dell’allarme.
Vediamo il ruolo dei diversi componenti e gli aspetti che contano quando il perimetro da proteggere è esteso.
Che cos’è il cavo magnetofonico e come rileva le intrusioni
Il cavo magnetofonico, chiamato anche cavo microfonico, è un sensore lineare sensibile alle vibrazioni meccaniche. Viene fissato alla struttura da proteggere, per esempio una recinzione metallica, in modo da percepirne le sollecitazioni.
Se la recinzione vibra durante un possibile tentativo di taglio o scavalcamento, anche il cavo sensore viene sollecitato e produce un segnale elettrico destinato all’analizzatore. In questo modo la barriera fisica diventa anche un elemento del sistema di rilevazione.
Cavo magnetofonico e normale cavo audio: qual è la differenza?
La denominazione “microfonico” può creare equivoci. Nei sistemi perimetrali non si utilizza semplicemente un cavo audio per trasmettere voce o dati: si impiega un componente progettato per rilevare vibrazioni. Nel sistema CIAS BF, il sensore BF-CABLE lavora insieme all’analizzatore BF-CU, secondo le specifiche del costruttore.
Come funzionano le unità di controllo CIAS BF
Il segnale prodotto dal cavo non equivale automaticamente a un allarme. Una recinzione può vibrare per il vento, la pioggia o altre sollecitazioni ambientali: occorre quindi interpretare ciò che il sensore ha rilevato.
L’analizzatore CIAS BF-CU integra una sezione di filtraggio analogico e un’elaborazione elettronica dei segnali. Il manuale CIAS distingue due canali di rilevazione:
- CUT (taglio): analizza le vibrazioni associate a possibili tentativi di taglio della recinzione.
- CLIMB (scavalcamento): analizza le sollecitazioni che possono accompagnare il tentativo di superare la barriera.
La separazione dei due canali consente di regolare i parametri in funzione delle caratteristiche della recinzione e del contesto ambientale. Il sistema prevede inoltre segnalazioni per condizioni di manomissione.
Cosa succede se viene tagliato il cavo magnetofonico?
Il sistema deve considerare anche i tentativi di manomissione del sensore stesso. Nel sistema CIAS BF, il controllo della continuità della linea del cavo magnetofonico consente di segnalare un’eventuale interruzione, come il taglio o lo scollegamento del cavo, attraverso una condizione di manomissione (tamper). La segnalazione può essere ricevuta e gestita dalla centrale antintrusione INIM, secondo i collegamenti e la configurazione dell’impianto. È quindi importante distinguere il taglio della recinzione, individuato analizzando le vibrazioni (CUT), dal taglio del cavo sensore, che riguarda la supervisione della linea.
Perché la taratura è importante
Una sensibilità troppo elevata può aumentare le segnalazioni indesiderate; una regolazione non adeguata può invece ridurre l’efficacia della rilevazione. Per questo la messa in servizio comprende prove e ottimizzazione dei parametri, secondo le istruzioni del produttore e le caratteristiche del sito.

Dal cavo sensore alla centrale antintrusione INIM
Il funzionamento del sistema si comprende meglio seguendo il percorso di una possibile intrusione:
- Rilevazione: il cavo magnetofonico percepisce le vibrazioni della recinzione.
- Analisi: l’unità CIAS BF-CU elabora il segnale e stabilisce se generare una condizione di allarme.
- Gestione: la centrale antintrusione riceve le segnalazioni previste dal progetto e attiva le funzioni programmate.
La documentazione CIAS indica la presenza di uscite a relè per le segnalazioni di allarme e manomissione. Queste possono essere interfacciate con un impianto antintrusione secondo l’architettura di progetto.
Qual è la differenza tra analizzatore CIAS e centrale INIM?
L’analizzatore CIAS BF interpreta i segnali provenienti dal cavo sensore e individua le condizioni di allarme proprie della rilevazione perimetrale.
La centrale INIM gestisce le segnalazioni provenienti dai dispositivi collegati, le zone d’allarme e le azioni previste dalla programmazione. Le eventuali funzioni di notifica, comunicazione o controllo da remoto dipendono dal modello installato e dalla configurazione adottata.
Non si tratta quindi di due dispositivi alternativi, ma di componenti con compiti diversi e complementari. Il modello specifico della centrale installata nell’intervento di Pordenone non è stato comunicato: per questo non vengono attribuite funzioni aggiuntive non confermate.
Protezione di grandi perimetri: posa e progettazione
Su una recinzione di grandi dimensioni, il progetto non può limitarsi alla scelta del sensore. Occorre considerare il tipo di rete, il percorso di posa, le caratteristiche dei sostegni, gli eventuali cancelli e la suddivisione in zone di rilevazione.
Il manuale CIAS BF, edizione 1.1, specifica per l’analizzatore BF-CU una lunghezza massima di 300 metri di cavo sensore per zona. È una caratteristica del dispositivo, non la misura delle tratte effettivamente installate a Pordenone.
Perché il fissaggio alla recinzione conta
Il sensore deve ricevere correttamente le vibrazioni della barriera. Il manuale descrive accorgimenti per il fissaggio, il passaggio attorno ai sostegni, la protezione dei collegamenti e le terminazioni: dettagli che incidono sull’affidabilità della rilevazione e sulla durata dell’installazione.
Nell’ambito più ampio delle infrastrutture tecnologiche, SITIP cura anche la realizzazione di cablaggi strutturati per reti e impianti, per i quali la qualità della posa e dei collegamenti è altrettanto importante. Si tratta tuttavia di una tipologia di cablaggio diversa dal sensore magnetofonico.

Un’applicazione concreta: il campo fotovoltaico di Pordenone
Un esempio dell’impiego di queste tecnologie è l’intervento eseguito da SITIP su un campo fotovoltaico a Pordenone, con un perimetro di circa 2.000 metri.
SITIP ha realizzato la protezione perimetrale con cavo magnetofonico e unità CIAS BF, oltre all’impianto d’allarme con centrale INIM. Il dato di 2.000 metri descrive il perimetro del campo: non indica, da solo, la lunghezza del cavo installato né il numero delle zone di rilevazione.
Per le fotografie e le fasi operative dell’intervento, consulta il caso studio dell’impianto fotovoltaico di Pordenone su SITIP Security.
Sicurezza e continuità delle comunicazioni: esigenze complementari
In un impianto tecnologico distribuito non basta rilevare un evento: conta anche come l’informazione viene gestita e resa disponibile ai sistemi previsti. La protezione antintrusione e le reti di comunicazione rispondono a esigenze differenti, che possono diventare complementari in un progetto più ampio.
Il tema della continuità delle informazioni è affrontato anche nell’approfondimento SITIP sul monitoraggio remoto degli impianti tecnologici, dedicato al percorso del dato dal sensore ai sistemi di supervisione.
Un altro esempio, distinto dalla protezione perimetrale, è l’impianto fotovoltaico collegato a Internet a Moglia: in quel caso SITIP ha risolto il problema della connettività di un sito rurale tramite ponte radio.
Dalla rilevazione alla gestione dell’allarme: la qualità dell’integrazione
Un sistema a cavo magnetofonico funziona come una catena: il sensore rileva le vibrazioni, l’analizzatore le interpreta e la centrale gestisce gli eventi. La corretta scelta e integrazione dei componenti, insieme alla posa e alla taratura, determina la qualità complessiva della soluzione.
SITIP affronta i progetti tecnologici valutando le caratteristiche dell’infrastruttura e le esigenze operative. Per confrontarti su un intervento, contatta SITIP Telecomunicazioni.
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